Claudia
RUGGERI

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Claudia Ruggeri, poetessa, nasce nel 1967 a Napoli, da madre napoletana e padre leccese, lì stabilitosi per insegnare matematica e fisica. Nel 1968 la famiglia si trasferisce a Lecce. La “Claudia bambina” è affascinata dai libri e legge moltissimo, avvicinandosi poi anche alla politica e al giornalismo. Dai quindici anni tenta i primi esperimenti poetici e nel tempo libero si dedica all’equitazione e con la famiglia compie vari viaggi: dalla Turchia, alla Polonia, allo Sri Lanka e all’India.

Intraprende gli studi superiori al Liceo Scientifico De Giorgi di Lecce, dove il padre ha una cattedra e si diploma nel 1985. In questo periodo conosce il poeta Walter Vergallo, docente presso lo stesso Liceo, al quale presenta le sue prime poesie. Si avvicina poi alla figura di Arrigo Colombo, filosofo, che definisce successivamente il suo maestro. Durante una festa dell’Unità si esibisce con una performance poetica che stupisce tutti declamando i suoi primi versi.

Nel 1985 si iscrive a Lettere Moderne presso l’Università di Lecce e frequenta il Laboratorio di Poesia tenuto da Colombo. Il laboratorio è frequentato da buona parte dell’intellighenzia salentina: Carlo Alberto Augieri, Nicola G. De Donno, Giovanni Bernardini, Enzo Panareo, Walter Vergallo, Alessandra Tana. Nel frattempo, esce sulla rivista di Vergallo, «l’incantiere», la sua prima poesia, ente dolente ribalta. La relazione con questa rivista è assidua: pubblica ancora Il Matto, II; Lettera al Matto sul senso dei nostri incontri, II; Il Matto (dell’interruzione in favola) Romeo di Villanova; Ode agli inizi (la giacitura); Lamento dell’amante, lamento dello Straniero I, lamento dello Straniero II e la pena dell’Attore; Il nome e la figura e A Prospero.

Dal 1987 frequenta la Scuola di recitazione Astragali diretta da Marcello Primiceri e Fabio Tolledi. Con la compagnia prende parte a diversi spettacoli in vari luoghi del Salento. Attraverso SalentoPoesia conosce Franco Fortini, Sergio Rotino, Adolfo Oxilia, Guido Oldoni, Antonio Errico, Giampiero Neri, Giovanni Pellegrino e Dario Bellezza. Lega anche con Antonio L. Verri che la mette in contatto con altri poeti nazionali.

Dal 1989 si esibisce recitando le sue poesie al Carlo V di Lecce, a Gallipoli, a Monteroni. Purtroppo, nello stesso periodo riceve diverse diagnosi mediche che la preoccupano e la conducano a delle crisi di nervi: un disfunzionamento tiroideo e una malattia degenerativa agli occhi. Continua ad ogni modo a scrivere e nel 1990 manda una missiva a Franco Fortini al quale allega il dattiloscritto inferno minore. Il critico ferisce la poetessa, affermando di non apprezzare il suo modo di far poesia e invitandola ad abbandonarla. Da questo momento in poi si accumulano varie illusioni e delusioni: incomprensioni familiari, relazioni sentimentali fallimentari, incapacità di pubblicare i suoi versi e la morte del padre a seguito di una fatale malattia. La sua salute mentale vacilla, inizia a seguire un percorso psicologico ma si innamora del suo psicoterapeuta.

A causa della morte dell’amico Marcello Primiceri lascia il laboratorio teatrale e abbandona anche la carriera universitaria con una tesi in cantiere su Dino Campana con il Prof. Donato Valli. Inizia a bere e a causa dei suoi frequenti crolli nervosi è via via sempre più sola. Subisce dei ricoveri in ospedale e poi viene ospitata dalla casa-famiglia L’Adelfia di Alessano. Durante la malattia si avvicina alle Sacre Scritture e alla simbologia cristiana. Comincia un nuovo lavoro intitolato )e pagine del travaso. Qui per riudire la pazzesca evenienza del dattilo.

Le sue condizioni migliorano e sporadiche divengono le visite alla casa-famiglia, conclude )e pagine del travaso e dona il dattiloscritto a Vergallo. Nel 1993 muore l’amico Verri e nel 1996 Dario Bellezza. Nello stesso anno scrive una lettera a Giampiero Neri e il 27 ottobre si confessa nella Chiesa di San Lazzaro di Lecce. Dopo una serata trascorsa fuori con gli amici, si getta dal balcone di casa sua.

Nel 2018 esce per Musicaos editore il libro Poesie. Inferno minore )e pagine del travaso di Claudia Ruggeri a cura di Annalucia Cudazzo.