Giovanni
BOCCACCIO

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Giovanni Boccaccio, scrittore contemporaneo di Petrarca, nasce nel 1313 forse a Certaldo o a Firenze o a Parigi, da una relazione tra una donna francese, figlia illegittima di re, e B. di Chellino o Boccaccio, console dell’Arte dei Cambiatori.

Frequenta in gioventù Giovanni Mazzuoli da Strada, da cui riceve una prima formazione, poi viene mandato a Napoli presso la casa dei banchieri Bardi per imparare la pratica del commercio e per studiare diritto canonico. L’animo di Boccaccio è però incline alla letteratura e infatti racconta di aver perso 12 anni appresso a studi non graditi. In realtà, avendo costruito relazioni alla corte di Roberto D’Angiò, riesce in quegli anni a frequentare un ambiente ricco di stimoli letterari.

Nel 1346 è presso Ostasio da Polenta, poi l’anno dopo a Forlì e nel 1348, anno della peste, torna a Firenze, dove inizia ad essere riconosciuto dalla cittadinanza che gli affida il ruolo di ambasciatore. Grazie a questo incarico conosce Petrarca e la figlia di Dante, suor Beatrice. Petrarca lo influenza dal punto di vista umanistico e al tempo si dedica a scritti in latino. A Firenze stringe importanti conoscenze e costituisce un circolo di letterati, tra più vivi del primo umanesimo.

Boccaccio, ormai convinto umanista dalla vita austera, riceve una profezia sulla sua morte, che lo spinge quasi a bruciare tutte le sue opere, ma fortunatamente ne viene dissuaso da Petrarca.

Nel 1362 si trasferisce, per bisogno e per acciacchi dovuti all’età, dapprima a Napoli da Acciaiuoli e poi Certaldo, mentre tre anni dopo è ambasciatore presso Urbano V. Nel 1374 torna a Certaldo, dove muore un anno dopo l’amico Petrarca.

Il Decameron (1349-1353) è la sua opera più importante, una raccolta di cento novelle legate l’una all’altra: dieci giovani, per sfuggire alla peste del 1348, si ritirano in una villa di campagna, dove trascorrono dieci giornate a narrare delle novelle. Tra le altre opere ricordiamo: Rime, Filocolo, Ninfale fiesolano, Trattatello in laude di Dante.