Girolamo Comi, poeta salentino, nasce a Casamassella in provincia di Lecce nel 1890 in una famiglia di nobile origine e trascorre la sua infanzia a Lucugnano. La madre Costanza è sorella dell’importante economista Antonio De Viti De Marco. Inizia gli studi superiori presso il Liceo Capece di Maglie e li prosegue al Palmieri di Lecce, poi alla morte del padre si trasferisce a studiare in Svizzera, dove frequenta il corso di Rudolf Steiner.
È a Losanna che scrive la sua prima raccolta poetica, Il Lampadario, della quale successivamente rinnega la paternità. Losanna permette a Comi di trasferirsi, per il triennio 1912-1915, a Parigi, dove entra in contatto con importanti personalità come Verhaeren, Claudel, Remy de Coormont, Gourmont, Valery.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale si rifiuta di prendere le armi, ma viene catturato e portato in prima linea. L’esperienza dura veramente poco, poiché viene destituito a causa delle perizie mediche che lo considerano matto. Torna a Lucugnano e spesso si reca a Roma, inizialmente dallo zio Antonio e stabilendosi poi in pianta stabile fino al 1920. A Roma conosce scrittori e poeti che divengono suoi sodali e frequentatori del palazzo di Lucugnano: Alonso Gatto, Arturo Onofri, Giuseppe Bonaiuti, Giovanni Papini e Iulus Evola. Intanto collabora con le riviste «Ur», «Krur», «Diorama filosofico», «La Torre».
Nel 1918 sposa Erminia De Marco, dalla quale avrà una figlia, Miriam Stefania Giuseppina, l’anno dopo. Nel decennio 1920 al 1930 è molto prolifico e pubblica la prima antologia Poesia (1918-1928), Lampadari e I Rosai di qui del 1921, Smeraldi nel 1925 e Boschività sotterra del 1927. Comi passa da una fase iniziale di misticismo panteistico, dionisiaco espresso in un immaginario simbolico esasperato ad una poesia che aspira ad una ricerca cosmica intinta di meditazioni religiose e infine ad un Cattolicesimo “aristocratico” che ritroviamo in Aristocrazia del Cattolicesimo, del ’37. Nel ’39 esce la seconda antologia di Poesia (1918-1938)”.
Intanto la situazione economica di Comi inizia a non essere più florida e inoltre anche il matrimonio inizia a naufragare, tanto che nel ’46 rompe con la moglie e si trasferisce a Lucugnano. Qui con le ultime risorse rimaste investe nella costruzione di un oleificio, iniziativa che si rivela fallimentare.
Il 3 gennaio 1948 Comi fonda l’Accademia Salentina, assieme a Oreste Macrì e Michele Pierri. Il Palazzo baronale Comi di Lucugnano diventa la sede, nella quale si rifugiano accademici, intellettuali, letterati, artisti, provenienti da tutta Italia. Nel 1949 fonda la rivista «L’Albero» ed iniziano le prime pubblicazioni, che durano fino al 1966.
A causa della morte di Costanza, è costretto a vendere tutta la proprietà, rimanendogli solo il Palazzo baronale, nel quale vive con la governante Ernestina Lambrini, detta Tina.
Nel ’54 esce la terza antologia, Spirito d’Armonia, che conserva il suo messaggio poetico raccogliendo tutta la sua poesia e con la quale vince il premio Chianciano, nel ’58 pubblica Canto per Eva in cui si accentuano i modi lirico-religiosi. Il poeta vive in condizioni di miseria quasi totale, nel ’60 l’Amministrazione Provinciale di Lecce acquisisce il Palazzo saldando i debiti del poeta. Nel ’65 si sposa con la governante Tina e nel ’67 pubblica Fra Lacrime e Preghiere.
Purtroppo, a causa della salute ormai fiaccata, muore nel ’68.