Guido
GOZZANO

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Guido Gozzano, poeta, nasce a Torino nel 1883 da una famiglia agiata. Frequenta inizialmente il liceo Cavour, continua da privatista in un istituto e conclude a Savigliano, nel 1903. L’anno seguente si iscrive alla facoltà di legge dell’Università di Torino, ma il titolo di avvocato se lo attribuisce lui stesso per mezzo della poesia Due strade e poi nella Signorina Felicita. È in università che entra in contatto con letterati e artisti aperti alle novità europee.

Scopre nel frattempo la sua vera vocazione: le poesie. Gozzano frequenta spesso anche il corso di letteratura italiana tenuto da Arturo Graf, che influenza notevolmente i suoi scritti. Nel ’95 esce il racconto, La novella romantica, sulla «Nuova Lettura» assieme alle recensioni di libri appena usciti nel settimanale torinese «Il Campo». Nel 1906 pubblica La novella bianca, nella «Gazzetta del popolo della domenica» e due sonetti, L’esilio e Casa paterna, per la rivista di Marinetti «Poesia». In questo periodo si dedica alla lettura dei poeti simbolisti francesi e fiamminghi.

Nel 1907 esce la Via del rifugio, raccolta della sua produzione poetica, che presenta delle modifiche rispetto ai versi originali. Contemporaneamente esce L’Amica di nonna Speranza. Purtroppo, le recensioni a La via del rifugio non sono particolarmente positive. In questo periodo la vita di Gozzano si incupisce a causa di una paralisi che colpisce la madre e rende difficile lasciare l’abitazione di Torino ad entrambi e una malattia polmonare che colpisce il poeta stesso. Per questa ragione compie numerosi soggiorni in località dal clima favorevole, a causa dei quali il secondo volume subisce dei rallentamenti.

Nel nuovo volume del 1911 I colloqui si inseriscono due componimenti della Via del rifugioLe due strade e L’amica di nonna Speranza. Il volume è distribuito in tre parti: Il giovanile errore, Alle soglie, Il reduce. A differenza del primo volume, ottiene subito recensioni favorevoli, ad ogni modo sono presenti anche alcuni attacchi da Palazzeschi e Papini riguardanti dei plagi. Nello stesso anno dà avvio ad una collaborazione con la casa di produzione cinematografica Ambrosio, scegliendo i soggetti tra le sue novelle. Inoltre, scrive una serie di favole dal titolo I tre talismani per una collana scolastica Mondadori, a cui si aggiunge la silloge postuma La principessa si sposa.

Nel 1912 si imbarca con un amico, tubercolotico, per un viaggio terapeutico in India, di cui ne scrive nel biennio successivo sulla «Stampa» e che compaiono nel volume successivo, Verso la cuna del mondo. Lettere dall’India (1912-1913). Legati all’esperienza indiana sono i due poemetti da intitolarsi Le disavventure di TotòIl risveglio sul Picco d’Adamo. Due anni dopo «La Stampa» esce con due frammenti monografici: Parnassus Apollo e Macroglossa stellatarum, e scrive il poema Farfalle, lasciato incompiuto.

Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il poeta scrive tre prose da leggere come un’interpretazione del conflitto: Le cicale sotto lo scroscio; La belva biondaGuerra di spetri e una lirica pacifista La messaggiera senza ulivo. Scrive per «La Stampa» delle novelle, che sono poi assemblate postume nel 1919 con il titolo L’ultima traccia. Al filone della rievocazione sabauda rientrano invece La marchesa di Cavour; La casa dei secoli; I sandali della diva.

Del 1916 è il soggetto di un film sulla vita di san Francesco e nello stesso anno è colpito da un attacco di emottisi per il quale viene ricoverato a Genova. Rientrato a Torino si aggrava e muore nell’agosto del 1916.

Gozzano arriva alle più alte declinazioni poetiche dell’esperienza crepuscolare e promuove un’innovazione della linguistica e della tematica novecentesca. Con la sua poesia descrive il piccolo mondo provinciale, borghese e tradizionale, al quale accosta temi come l’infanzia, la morte e la malattia.