Ludovico
ARIOSTO

album-art
00:00

Ludovico Ariosto è il maggior poeta italiano di epica cavalleresca, grazie alla sua famosissima opera, L’Orlando Furioso, continuazione dell’Orlando Innamorato del Boiardo. Il poema si compone inizialmente di 40 e infine di 46 canti, elaborati pazientemente tra il 1504 e il 1506 e dati alle stampe dal 1516 al 1532. L’episodio che fa da sfondo ai due temi principali, ossia l’amore tra le due coppie: Orlando e Angelica e Bradamante e Ruggiero, è la guerra tra saraceni e cristiani ai tempi di Carlo Magno.

Ariosto nasce nel 1474 a Reggio Emilia, da Niccolò A. e Daria Malaguzzi, entrambi di nobile discendenza. Trascorre un’infanzia felice e agiata nonostante debba spostarsi frequentemente a causa del lavoro del padre, tra Rovigo, Venezia e Ferrara. Di quest’ultima si identifica come cittadino e non la lascia neppure quando la famiglia viene trasferita in altri luoghi. Qui vi inizia, nel 1489, gli studi di legge, che abbandona cinque anni più tardi, scegliendo di dedicarsi agli studi letterari. A quegli anni risalgono anche le amicizie con Ercole Strozzi e Pietro Bembo, che stimolano la scrittura in volgare.

Uno scandalo porta nuovamente il padre a Ferrara, dove vi rimane fino alla morte nel 1500. La perdita del padre porta Ludovico a dover anche abbandonare la spensieratezza degli anni giovanili e ad assumersi la responsabilità della gestione familiare.

Ciò lo spinge a seguire la strada paterna diventando nel 1502 capitano della rocca di Canossa e l’anno dopo a prendere gli ordini minori, entrando al servizio del cardinale Ippolito d’Este, per il quale non nutre alcuna stima. È in questo periodo che inizia la stesura dell’Orlando e compie delle missioni di ambasceria presso Mantova, Firenze e Roma. È a Firenze nel 1513 quando incontra e si innamora di Alessandra Bonucci, moglie di Tito Strozzi, la quale rimasta poi vedova, diviene prima compagna e nel 1527 segretamente moglie di Ariosto.

Nel 1517, anno dell’inizio della stesura delle Satire, rifiuta di accompagnare Ippolito in Ungheria e accetta il servizio presso il duca Alfonso. Tra il 1522 e il 1525 Ariosto viene nominato governatore della Garfagnana, della quale si dimostra un coscienzioso e responsabile amministratore.

Il poeta si spegne a Ferrara nel 1533, quando ormai ha raggiunto vasta fama in Italia e in Europa.