Caterina Durante, detta Rina, nasce a Melendugno nel 1928. Giornalista e scrittrice è tra le poche voci femminili del Novecento letterario salentino e tra le più importanti intellettuali che si sono interessate di letteratura pugliese e salentina. Fondamentale il suo impegno per la ricerca etnomusicale e folklorica sul tarantismo.
Trascorre l’infanzia a Saseno, isola albanese, dove il padre è comandante della Marina militare. Ritornata in Italia frequenta la scuola in Salento e poi prosegue gli studi universitari iscrivendosi alla facoltà di Lettere presso l’Ateneo di Bari. L’amore per la poesia inizia molto presto e sin da giovanissima si appassiona agli esponenti della cultura salentina, come Vittorio Bodini, Oreste Macrì, Vittorio Pagano, Tommaso Fiore e Vittore Fiore. Esordisce nel 1951 con una silloge di poesie, Il tempo non trascorre invano.
Tra il 1961 e il 1966 diviene segretaria di redazione della rivista giuridico-letteraria il «Critone», sulla quale pubblica alcuni dei suoi racconti. Tra questi vi è Tramontana con cui vince il Premio Teramo e in seguito diventa soggetto del film omonimo diretto da Adriano Barbano. La pellicola viene anche utilizzata per rappresentare l’Italia nella prima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.
Nel 1964 pubblica con Rizzoli il suo primo romanzo, La Malapianta, con il quale vince il Premio Salento nel 1965. La Durante in questo periodo diviene parte dell’asse letterario-intellettuale tra il Salento e il resto d’Italia, stringendo rapporti anche con Luzi, Bigongiari, Caproni, Fallacara, Gatto, Cassieri, Pierri, Maria Corti.
Si trasferisce a Roma nel 1967 ad insegnare materie letterarie nelle scuole superiori, qui viene in contatto con i nascenti movimenti studenteschi e operai, aderendo all’ideale comunista. Conosce la cantautrice e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini e grazie a quest’ultima si avvicina al folk revival. Riprende inoltre gli studi antropologici di Ernesto De Martino con La Terra del Rimorso, per mezzo dei quali riporta alta l’attenzione sul tarantismo. Nel 1975 fonda il Canzoniere grecanico salentino e pubblica Da Verga a Balestrini. Antologia della condizione meridionale, e due anni dopo Tutto il teatro a Malandrino e Il sacco di Otranto. Contemporanea è l’incisione di Canti di Terra d’Otranto e della Grecìa salentina assieme a Luigi Chiriatti, la sua grande amica Bucci Caldarulo, Roberto Licci, Daniele Durante e Rossella Pinto. Con questo lavoro punta a dare dignità e riconoscimento alla cultura contadina e alle tradizioni musicali.
A fine anni Settanta vengono trasmessi per la Rai i suoi: Sapore di funghi, Il sacco di Otranto, Glossama dedicato alle popolazioni di lingua greca del Salento.
Tornata a Lecce, prosegue con l’insegnamento e tiene corsi universitari di sceneggiatura, andando ogni tanto anche in scena. Ad inizio anni Ottanta scrive Ballata salentina con musiche di Daniele Durante e soggetto e sceneggiatura del film La sposa di San Paolo, diretto da Gabriella Rosaleva. Realizza anche il soggetto di Viaggio a Galatina, film sul tarantismo, con regista Gino Santoro.
Come giornalista collabora con la Rai e con la Guida dell’Espresso realizzando reportage enogastronomici per le regioni di Puglia e Basilicata. Scrive per la «Gazzetta del Mezzogiorno», «l’Unità», il «Corriere del Mezzogiorno» «quiSalento», «Almanacco salentino», «Dove» e su varie riviste.
Nel 1996 pubblica il volume Gli amorosi sensi, una raccolta di racconti e testi autobiografici, nel 2001 Cerere e Bacco a piene mani. Una civiltà da salvare. Spesso è stata parte della giuria del Premio Salento e nella direzione del Sindacato Nazionale Scrittori. Muore, malata ormai da lungo tempo, a Lecce nella notte di Santo Stefano del 2004.
Nel 2005 esce postumo L’oro del Salento. Per una storia sociale dell’olio d’oliva in Terra d’Otranto a cura di Massimo Melillo.