Salvatore Quasimodo, poeta siciliano, nasce a Modica nel 1901. Figlio di un capostazione, trascorre l’infanzia su e giù per le linee ferroviarie siciliane, fermandosi più a lungo a Messina. Compie gli studi tecnici a Palermo e a Messina, dove consegue la licenza all’Istituto Jaci. Qui entra in amicizia con intellettuali come Pugliatti e La Pira. In questo periodo inizia a scrivere versi, pubblicando anche su periodici provinciali, tra i quali troviamo «Nuovo giornale letterario» fondato proprio da Quasimodo e sodali.
Nel 1919 si trasferisce a Roma, per iscriversi alla facoltà di agraria, tuttavia, abbandona presto gli studi dedicandosi a svariati lavori: disegnatore tecnico, commesso in un negozio di ferramenta, impiegato. In contemporanea studia greco e latino, di cui diviene grande traduttore. Viene assunto, nel 1926, come geometra straordinario presso l’ufficio del genio civile di Reggio Calabria e l’anno dopo sposa Bice Donetti.
Nel ’29 elabora il manoscritto Notturni del re silenzioso e nel ’30, vista l’abitudine di attraversare quasi ogni domenica lo Stretto per tornare in Sicilia, nasce Vento a Tindari. Lo stesso anno pubblica Acque e terre, una raccolta eterogenea. Si trasferisce poi a Firenze su invito di Elio Vittorini, che ha sposato la sorella di Quasimodo, Rosina. Nel ‘31 è trasferito al genio civile di Imperia e recandosi spesso a Genova, inizia a collaborare con «Circoli». Grazie a questa esce Òboe sommerso nel 1932, che riceve giudizi molto duri, classificandosi come libro di ermetismo assoluto: teso alla purità estrema della parola.
Nel 1932 vince il premio dell’Antico Fattore con Odore di eucalyptus, fortemente voluto da Montale. È poi nuovamente trasferito a Milano e nel 1935, da una relazione fedifraga con Amelia Spezialetti, nasce la figlia Orietta. Il poeta inizia anche una breve relazione con l’Aleramo, terminata con l’innamoramento per la ballerina Maria Cumani, dalla quale nasce un altro figlio, Alessandro.
Nel 1936 esce Erato e Apòllion e due anni più tardi si dimette dal genio civile, trovando impiego come redattore di un periodico presso Mondadori, da cui è poi licenziato per attività antifascista. Collabora anche con «Letteratura» e pubblica il primo volume antologico Poesie. In seguito stampa La memorabile traduzione dei Lirici greci, che suscita molti entusiasmi, per l’analogia riscontrata fra lirici greci e poeti contemporanei. Sanguineti riconosce un contributo originale nella sua traduzione dai greci, considerandolo un “traduttore-poeta”.
Nel 1941 è nominato professore di letteratura italiana presso il conservatorio Verdi di Milano, dove insegna fino al 1968, l’anno dopo pubblica con Mondadori Ed è subito sera e poi Il fiore delle Georgiche. Sono contemporanee l’aggressione e la denuncia subita ad opera di una squadra d’azione fascista. Inizia a scrivere per «Milano sera» nel ’45 e si iscrive anche al PCI. Nel 1947 esce Giorno dopo Giorno, che si apre col famoso Alle fronde dei salici, in cui è inserita la poesia precedente Con il piede straniero sopra il cuore.
Nel ’48 sposa Maria Cumani dopo la morte della moglie, comincia la traduzione di opere shakespeariane e pubblica La vita non è sogno. L’anno successivo è insignito del premio San Babila, passa poi a scrivere da «Omnibus» a «Tempo» come critico teatrale. Traduce le Poesie di Neruda e vince nel ’53 il premio Etna-Taormina. Nel ’58 stampa La terra impareggiabile, pregna di miti e di situazioni vissute dal poeta: la Sicilia, Milano, la Grecia. Nello stesso anno compie un viaggio in Unione Sovietica, ma a causa di un infarto è costretto a sei mesi di degenza a Mosca.
L’anno dopo riceve il premio Nobel per la letteratura, notizia aspramente contestata, e nel 1960 la laurea honoris causa dall’Università di Messina. Al contempo inaugura una rubrica di corrispondenza con i lettori, sia su «Le Ore» che su «Tempo». In questi ultimi anni compie molti viaggi all’estero e pubblica l’edizione di Tutte le poesie, poi Scritti sul teatro, Mutevoli pensieri di Conrad Aiken e infine Dare e avere. Nel 1967 riceve la laurea honoris causa anche dall’Università inglese di Oxford. Purtroppo, nel 1968 si spegne ad Amalfi colpito da un’emorragia cerebrale.