- 1Ugo Foscolo – A ZacintoGennaio 24, 20251:22
Ugo Foscolo è uno dei più grandi poeti italiani, esponente del neoclassicismo e del preromanticismo. Nasce a Zante nel 1778, come Niccolò, cresce a Spalato, ma a causa della morte del padre, è affidato a parenti in Grecia, paese natale della madre, poi a diciassette anni la raggiunge a Venezia, dove viene in contatto con il mondo della cultura italiana e inizia a comporre le sue prime poesie.
Passionale e istintivo, qui il giovane Foscolo frequenta gli illuministi e i salotti letterari, come quello di Isabella Teotochi Albrizzi, con cui intesse una storia d’amore, e a farsi conoscere, anche come agitatore delle idee repubblicane e fautore dell’ascesa di Napoleone Bonaparte. Ciò lo rende sospetto al governo patrizio di Venezia e lo costringe a ritirarsi sui Colli Euganei e nel 1797 a Bologna, dove si arruola nei Cacciatori a cavallo.
Raggiunto il grado di tenente ritorna a Venezia e diviene redattore dei verbali della Municipalità. Con il Trattato di Campoformio, Foscolo si trasferisce a Milano dove si arruola nella Guardia Nazionale della Repubblica Cisalpina e pubblica testi sulla nascita di una Repubblica italiana indipendente.
Da Bologna passa a Genova e poi a Milano, dove si ritrova in difficoltà finanziarie e turbato da pene d’amore. Tra il 1802 e il 1803 ha inizio una fase intensa di lavoro letterario con la pubblicazione del romanzo epistolare Le Ultime lettere di Jacopo Ortis e la scrittura delle liriche: In morte del fratello Giovanni, dedicata al fratello suicida, A Zacinto e Alla sera.
Fallita l’idea di una carriera diplomatica si riarruola e finisce in Francia, ma per poco; infatti, intorno al 1810, si reca a Verona e pubblica il Dei Sepolcri, poi torna a Milano dove pubblica la tragedia Aiace.
A causa della sconfitta napoleonica a Waterloo e il ritorno degli austriaci, l’indipendenza nazionale è a rischio e in Foscolo si riaccende lo spirito indipendentista. Per non incorrere in un arresto si rifugia in Svizzera e nel 1816 raggiunge Londra. Qui vengono meno gli entusiasmi e le passioni giovanili e i debiti contratti lo portano a vivere in miseria e disprezzato. Dal 1820 inizia una stretta collaborazione con le maggiori riviste inglesi e ciò lo porta a recuperare una certa dignità e forza d’animo. Le malattie e la stanchezza fisica lo spingono a staccarsi dal mondo intellettuale e a ritirarsi in una casetta a Turnham Green, dove muore nel 1827.